E’ di questi giorni la notizia, cattiva notizia, dello sbriciolamento della caserma dei gladiatori negli scavi di Pompei.
Facile, troppo facile additare dei colpevoli; magari ci sentiremo meglio se riusciamo a scaricare il peso della vergogna su qualcuno. E’ una vergogna che ci colpisce tutti in quanto Italiani e immeritatamente ( alla luce dei fatti ) depositari di tesori artistici che il mondo ci invidia. Siamo gli indegni custodi di bellezze, opere e capolavori che dovremmo custodire , proteggere e valorizzare : appartengono all’umanità intera e dovrebbe essere un onore e non un onere ( come attualmente si tende a far passare da parte di chi amministra) custodire tanto bene.
Ed invece ci ritroviamo ad assistere a infiltrazioni non solo idriche, ma soprattutto politiche e malavitose che formano una miscela esplosiva con effetti difficilmente valutabili al momento. Ci sarà, purtroppo, un momento per recriminare e fare esercizi teorici , adesso sarebbe il momento di agire e bloccare la pericolosa deriva intrapresa.
Non è una questione di risorse economiche, gli scavi hanno più bisogno di cervelli, buoni, onesti cervelli, che di monete : la valuta lasciata dagli innumerevoli visitatori di tutto il mondo coprirebbe abbondantemente le spese di manutenzione. Evidentemente gli incassi danno vita a molteplici rivoli che defluiscono senza difficoltà permettendo ad altri rivoli di acqua piovana di compiere l’opera di devastazione. E’ una questione di cultura e di sensibilità che manca all’attuale classe politica formatasi più su libri contabili che su libri di filosofia, storia e cultura in genere. Siamo in mano a mercanti che conoscono un po’ di matematica e che come i cattivi studenti spesso barano con i segni per far coincidere il risultato.
Ho evitato, curiosando sul web. di leggere e commentare le notizie post crollo, e mi son concentrato su quanto riportato in precedenza , dalla scoperta quasi casuale degli scavi, i lavori sotto i Borboni continuati sotto i Savoia, le alterne fortune fino all’epoca attuale.
19/07/2008 Da un giornale on line
NAPOLI – Il sito archeologico di Pompei si trova “in uno stato di indecenza e quindi abbiamo deciso di nominare un commissario per restituirlo al suo ruolo”. Così il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che ha concluso la riunione del Cdm a Napoli. “Abbiamo nominato commissario straordinario il prefetto Renato Profili – ha aggiunto Berlusconi – per riportare Pompei, che non è solo patrimonio di Napoli e della Campania, ma che è patrimonio dell’ umanità per l’ Unesco e quindi del mondo, alla dignità che merita”.
La prima cosa da fare per Pompei? “Cacciare gli abusivi”, taglia corto il nuovo commissario Renato Profili. Ministro e sottosegretario, dopo una passeggiata a passo di carica tra le eccellenze dell’area archeologica appena commissariata, lo hanno appena ufficialmente investito di pieni poteri, “poteri ordinatori e derogatori”, precisa davanti alla stampa il sottosegretario Francesco Maria Giro. A Pompei il prefetto gestirà la cassa – i 40 milioni di euro della Soprintendenza a cui si dovrebbero aggiungere altri 17 milioni della Regione Campania – e dovrà affrontare di petto, da subito, gli abusi più vistosi, “dall’abusivismo al ristorante, dai cani randagi ai servizi igienici pessimi”, ricorda Bondi. Ma non solo: contestualmente Profili dovrà mettere mano alla questione custodi, riorganizzandone il lavoro, rimettendo in riga “gli svogliati e i senza divisa”.
Intenti dichiarati veramente lodevoli,miracoli annunciati, purtroppo solo di facciata, e vista la competenza della protezione civile, prevedendo con lungimiranza gli attuali disastri, si incarica un uomo della stessa a continuare l’opera di commissariamento
> mercoledì 18 febbraio 2009 alle 17:05
Sarà Marcello Fiori, dirigente generale della Protezione Civile, ad assumere tra qualche giorno l’incarico di commissario straordinario per gli scavi di Pompei, ruolo attualmente ricoperto da Renato Profili. E’ quanto si apprende dal ministero per i Beni e le attività culturali. Il prefetto Profili, potrebbe essere destinato ad un incarico nella struttura della Protezione civile. “Il ministro Sandro Bondi ringrazia sentitamente il prefetto Profili per l’opera finora intrapresa – afferma la nota – che ha permesso di conseguire importanti risultati nel miglioramento delle condizioni generali del sito”.
Visto che va tutto a gonfie vele, si proroga di altri sei mesi
> 15/04/2010, ore 14:35 – Ministro alla presentazione dell’ XI Settimana della Cultura Pompei, Bondi rilancia il commissariamento degli scavi
POMPEI – Messe da parte le polemiche, relative ai danni subiti dal maltempo che hanno fatto parlare in molti di mal gestione del sito, è tempo di bilanci positivi per gli Scavi di Pompei. L’occasione è stata la presentazione, avvenuta stamattina, dell’ “XI Settimana della Cultura” in programma negli scavi di Pompei da lunedì 19 a domenica 25 aprile e che prevede l’ingresso gratuito per tutti i cittadini ai musei e alle aree archeologiche. Al tavolo del dibattito, il Ministro per i Beni e Attività Culturali, Sandro Bondi, il neo presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e il commissario all’emergenza archeologica negli scavi, Marcello Fiori.
E proprio da Fiori, l’uomo al tempo stesso più apprezzato e criticato degli ultimi mesi, è partito il discorso più atteso, quello riguardante il bilancio degli ultimi mesi di gestione del patrimonio dell’Unesco. “Negli ultimi diciotto mesi sono arrivati dal Governo finanziamenti per oltre 100milioni di euro. Un investimento cospicuo, – afferma il commissario all’emergenza archeologica – segno di come da Roma prestino attenzione alla bontà del lavoro svolto qui a Pompei. Solo parte di questi fondi sono stati già utilizzati, altri invece serviranno all’apertura di prossimi cantieri all’interno del sito archeologico. Questo perché è impossibile pensare di fare tutto e subito, altrimenti saremmo costretti a chiudere gli scavi per qualche mese ed occuparci esclusivamente dei lavori di manutenzione”.
D’accordo con il lavoro svolto il Ministro Sandro Bondi: “Credo che Fiori abbia svolto un ottimo lavoro. Gli scavi di Pompei sono un sito importante, e per cui bisognerebbe studiare l’affidamento ad una catena di imprese, così come fatto anche per altri siti culturali italiani. Ma il commissariamento è forse la soluzione migliore per l’attuale momento. Se poi contiamo che negli ultimi mesi sono aumentate anche le visite agli scavi e gli incassi dell’ultimo anno raggiungono la cifra di 30milioni di euro, allora credo che il commissariamento possa essere anche prorogato, magari per un altro anno ancora”.
Gli fa eco il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro: “Il commissariamento si è dimostrata la scelta più giusta per il bene del sito archeologico. Giusto, dunque, continuare su questa linea e riprendere, anche se con altri volti alla carica, il percorso curato fino ad ora da Marcello Fiori”.
A vedere le cifre menzionate si capisce l’interesse per la cultura e fa capolino pure la privatizzazione, dopo l’acqua, ex pubblica, anche gli scavi sucitano appetiti .Qualcuno non ci sta, ed interessa della cosa la magistratura
Pompei, si muove la Procura. Inchiesta sul commissariamento
Dopo le accuse della Corte dei Conti alla Protezione civile, contro l’utilizzo delle procedure di urgenza per effettuare lavori nel sito archeologico, scatta l’inchiesta della Procura, provocata da un esposto del sindacato Uil che chiede ai magistrati di fare chiarezza. Estate contraddittoria per il sito, che dal punto di vista turistico vede invece aumentare le presenze: diecimila biglietti staccati al giorno.
POMPEI – Luci ed ombre su Pompei, successi e insidie in un’estate controversa. Folle di turisti stranieri invadono gli scavi con una media di diecimila biglietti staccati al giorno e alle procure di Napoli e Torre Annunziata giunge una denuncia firmata dal segretario generale Uil ai beni culturali Gianfranco Cerasoli contro la gestione del sito archeologico condotta dal commissario Marcello Fiori, fedelissimo di Guido Bertolaso, effettuata con le procedure della Protezione civile.
Il sindacato si spinge oltre le perplessità avanzate dalla Corte dei Conti che, la scorsa settimana, si limitava a precisare che sottoporre l’area ad un regime emergenziale, eludendo di conseguenza i controlli preventivi di legittimità sulle delibere approvate, non costituiva una necessità. Sullo sfondo di una premessa: Pompei non è assimilabile ad una calamità naturale o ad un grande evento.(…..)
C’è poco o tanto da dire, la piovra politica con un fiuto per gli affari allunga i tentacoli.
A noi comuni mortali fin quando Google ce lo permetterà sarà concessa una visita virtuale di quella che rischia di diventare per la seconda volta una città fantasma, con il Vesuvio questa volta a far da disgustato spettatore.
Per compiacere il potere e i suoi svaghi ci si può scommettere che l’unico edificio che non corre pericoli di crolli e che sicuramente sfiderà i secoli sara il Lupanare.
